Serpeggia un crescente pessimismo generale, secondo me sovrapercepito perché il megafono dei disfattisti funziona meglio di quello dei fiduciosi, comunque è innegabile che siano tempi complessi, e c'è chi sostiene che ne stiano arrivando di peggiori.
Ora, da questo pantano, come se ne esce ? Eh, bella domanda.
Forse se ne esce dedicando più tempo ed energie possibili a quello che davvero possiamo contribuire a rendere migliore, invece di sprecarli per lamentarsi di continuo, sovente per delle sciocchezze.
Forse se ne esce usando il proprio tempo per far fruttare i talenti che ci ritroviamo tra le mani.
Forse se ne esce smettendola di cercare sempre e comunque qualcun altro a cui dare la colpa quando qualcosa non va come vorremmo.
Forse se ne esce smettendola di cercare sempre e comunque di avere ragione. È più importante ascoltare, che avere ragione.
Ma soprattutto, secondo me, se ne esce creando una nuova coscienza di massa meno materialista, che rimetta al centro di tutto gli esseri umani. TUTTI gli esseri umani.
Ma la si può creare solo dando l’esempio con i fatti, non solo con le parole. Per dire, continuare a sostenere che l’avidità e il potere sono il male mentre si continuano a idolatrare e a voler emulare i ricchi e i potenti, non serve ad una mazza.
Nel rispetto delle leggi e degli altri, si può provare ad inventarsi uno stile di vita che non necessariamente deve seguire tutti i canoni di quello che ci hanno spacciato come unico possibile.
Un passo alla volta, un giorno alla volta, bisogna dimostrare che si è in grado di definire e seguire una nuova scala di valori, con una mappa delle priorità aggiornata, visto che quella che le generazioni precedenti ci hanno disegnato sarebbe, già da un po’, il caso di rivederla.
Ci vorranno decenni, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare.
