Spesso è davanti alle morti che ci si ritrova a farsi le domande più profonde sul senso della vita. Di fronte ad una persona cara che è passata dall’altra parte si mettono in dubbio le proprie certezze su come si è man mano deciso di agire nel corso della propria esistenza.
Io ho sempre pensato che non esista un manuale di istruzioni che possa andare bene per tutti. Ognuno deve trovare il suo equilibrio, il suo passo, il suo ritmo, per vivere in armonia con se stesso e con quel che lo circonda. Più semplice a dirsi che a farsi, ma tant’è.
Da piccoli ci vengono insegnati dei modelli di comportamento e di approccio al Mondo che poi spesso sono da rivedere, perché nel frattempo sono diventati obsoleti, e così man mano che il tempo passa ci si sbatte per adattarsi al Mondo che cambia, ognuno con in testa i propri obiettivi, ma alla fine quel che tutti cerchiamo di fare è di raggiungerlo, quell’equilibrio, ben sapendo che quando magari lo si sarà conquistato potrebbe arrivare in breve tempo qualche evento inaspettato a mandarlo a gambe all’aria.
E allora si dovrà ricominciare.
Forse è proprio questo il senso della vita.
Non stancarsi mai di ricominciare.
