Molti sono sempre pronti a lamentarsi del fatto che si corre troppo, che si pensa troppo al lavoro, al denaro, al profitto. Imprigionati in un’eterna lotta contro il tempo per riuscire a stare dietro a tutto quanto. Come va ? Sempre di corsa.
Molti condividono il pensiero che bisognerebbe ricominciare a dare più valore all’essenziale, a togliere invece di aggiungere, a rallentare, a prendersi i propri spazi, a respirare. Ok, divulgare i bei pensieri sulla “decrescita felice”, come la chiamava Maurizio Pallante già vent’anni fa, è cosa buona e giusta, ma se poi non diventano azioni, beh, serve solo ad aumentare la frustrazione per il fatto di sentirsi “costretti” a vivere come non ci va.
Non serve a nulla essere d’accordo con tutte queste belle parole se poi non le si mettono in pratica. È inutile, se poi si continua a vivere in perenne affanno per stare dietro a decine e decine di canoni che percepiamo come “imposti dalla società”. Imposti, poi, per quale motivo ? Chi l’ha deciso ? La società siamo noi. Sono io, sei tu, tu, tu, e pure tu.
Nel rispetto della legge e delle altrui libertà, puoi serenamente deciderli da solo, i canoni da rispettare.
