Nella musica e nella scrittura, da sempre, faccio le mie cose.
Che devono piacere a me, in primis, e quando hanno questo requisito, per quanto mi riguarda, l’obiettivo è raggiunto.
Quando diventano pubbliche, perché esposte sul web, oppure dal vivo, so già che ci sarà chi gradisce, chi detesta, chi resta indifferente, chi rimane colpito, chi per niente.
Ovviamente spero sempre che quelli che apprezzano siano molti, ma come detto all’inizio, l’unico giudizio che davvero mi sta a cuore è il mio.
Poi, certo, mi è sempre piaciuto ricevere complimenti, a chi non piace, ma che siano sinceri, che di quelli finti o di facciata ne faccio volentieri a meno. E poi mi piace quando la stima e l’approvazione vengono dimostrate non solo a parole, ma anche alla prova dei fatti. E questo non sempre succede, ma pazienza, in fondo fa parte del gioco. Faccio spallucce, sorrido perché mi è venuta quella che mi sembra una nuova ispirazione, e me ne torno a fare le mie cose.
