Mettere il becco.

Se mi dici : “Voglio prendere un cane.”, do per scontato che tu abbia già fatto le tue valutazioni, e di certo non ribatto con : “Ma sei sicuro ? Guarda che poi lo devi accudire, guarda che poi lo devi portare fuori, è un impegno quotidiano ...” La considero come una scelta che tu già hai ponderato, non sento né il dovere né tantomeno il diritto di intromettermi con delle osservazioni. A meno che tu non mi chieda un parere.
Se ti chiedo se sei libero per incontrarci e tu mi dici : “Non posso, devo andare in un posto”, di certo non ribatto : “Ma devi proprio ? Non puoi rimandare ?” Do per certo che se hai deciso di andarci in quel preciso momento è perché evidentemente non puoi fare diversamente. Poi, certo, se ho saputo poco prima che la strada che abitualmente si fa per andare in quel luogo è interrotta, te lo dico, perché magari non lo sai, e in quel caso ti può essere utile.
Questo per dire che di norma non sono uno che “mette il becco” nelle altrui scelte, a meno che l’altra persona non me lo chieda espressamente, oppure per cercare di essere d’aiuto.
Quando qualcuno/a lo fa con me, in prima battuta concedo sempre l’attenuante del fin di bene, perché tendo sempre a pensare che il motivo di base sia quello. Però, ecco, se dicessi che ricevere questo genere di osservazioni non mi dà fastidio (tanto, fastidio) sarei un bugiardo.