C’è tanto disfattismo in giro. A mio modo di vedere, troppo. Suona esageratamente forte l’allarme permanente per il Mondo allo sbando.
Capisco i genitori in ansia per il futuro dei loro figli, è normale, ma lo erano allo stesso modo i nostri genitori quando eravamo piccoli o giovanissimi noi, negli anni 80 e 90, che oggi ricordiamo come anni di relativo benessere generale.
Io, boh, sarà che non ho figli, ma non riesco proprio a percepirla tutta questa preoccupazione per il futuro del Mondo. La trovo eccessiva.
Perché penso che i giovani si evolveranno e si adatteranno, come hanno fatto tutte le generazioni precedenti, e modelleranno il loro futuro in base a quel che troveranno sul loro cammino. Mi auguro solo che riescano a liberarsi di alcuni fardelli ideologici che ci portiamo appresso da troppo tempo, e che riscrivano certe convenzioni ormai obsolete, nate quando il Mondo non era nemmeno lontano parente di quello attuale.
Ma per fare tutto questo devono avere gli strumenti adatti, e di questo aspetto si devono occupare coloro che hanno il compito di educarli e formarli. Se riusciamo a dare loro questi strumenti sono certo che ci stupiremo di come sapranno usarli.
Credo che inoltre, all'origine di cotanto disfattismo, ci sia anche la spiacevole sensazione che il nostro futuro dipenda tutto dalle decisioni dei “potenti” di turno. Certo, quelle decisioni hanno un peso, ma io resto convinto che il nostro futuro dipenda in gran parte da ognuno di noi.
