In ogni società, in ogni epoca, si impongono nell’immaginario comune degli specifici modelli di felicità basati sul verificarsi o meno di determinate situazioni. A volte pare che per essere felici basti semplicemente accumulare una serie di spunte verdi su vari obiettivi della propria vita, uguali per tutti. Più spunte metti su questo ipotetico elenco, più è probabile che tu sia felice. E chi è parecchio influenzato da questi elenchi preconfezionati può arrivare a pensare che se a te ne manca qualcuna, di queste spunte, evidentemente non te la passi bene. Pazzesco.
Riguardo alla valutazione della propria felicità, non bisogna farsi influenzare da niente e da nessuno. È una cosa troppo personale per dare il permesso a qualcuno di definire la nostra. E questo vale per tutti.
Insomma, la felicità è fatta di momenti più o meno lunghi nei quali ci si sente in pace con se stessi, e nessuno può capirlo meglio di noi, quando ne stiamo vivendo uno e quando invece no ed eventualmente perché. Riguarda solo ed esclusivamente come ci sentiamo, e questo lo possiamo sapere soltanto noi.
Se lo siamo o meno, felici, non facciamolo decidere ad altri.
