Nel 1998, come lavoro di supporto economico al mio sogno di diventare un DJ, fui impegnato alla Michelin di Fossano per conto di un’azienda esterna.
Facevamo (io e un mio collega) piccole manutenzioni di vario genere.
Otto ore al giorno, Lunedì - Venerdì, ogni giorno alle 17 in punto avevo finito la giornata. Zero sbattimento, ritmo lavorativo una tacca sopra il fancazzismo.
Però decisamente non faceva per me. Ma il titolare era una brava persona e non sapevo proprio come dirgli che non vedevo l’ora di andarmene.
Ad Agosto, ero alla Michelin da 7 mesi, mi ruppi l’alluce del piede destro in un contrasto durante un torneo di calcetto, e feci poco più di un mese di mutua (l’unica della mia vita). Era in mutua anche il mio collega, e il contratto della Michelin con l’azienda per la quale lavoravo prevedeva la cessazione della collaborazione in caso di assenza di entrambi i lavoratori per oltre un mese. Ergo, a fine mutua, a Settembre, il titolare mi comunicò che ero disoccupato.
Lui era sinceramente dispiaciuto, io, altrettanto sinceramente, per niente.
Non tutti i mali vengono per nuocere.
