• 27/10/2026
  • by Max Grosso
  • Blog

Le fondamenta

Ogni tanto, per curiosità, mi guardo dei video che si presume debbano “insegnare” a chi si affaccia al mondo del djing come si deve strutturare un DJ set. Alcuni danno dritte interessanti, altri mi permetto di dire che tendono a trattare il mestiere del DJ alla stregua di una qualsiasi altra attività. Come se fondamentalmente lo potesse fare chiunque, previo il solito corso.
Addirittura ho sentito dare, così, come come consiglio infilato tra gli altri, “dedica del tempo a conoscere le tracce che si andranno ad inserire in playlist”. Ma quella è la base, santiddio.
Se vuoi fare il DJ, le tue “tracce” le DEVI conoscere a memoria, ma non perché c’è scritto sul manuale del buon DJ, le devi conoscere a memoria perché ti dà gusto ascoltarle, perché sono quelle che ti rappresentano. Poi certo, ce ne sarà una parte che hai in archivio anche se non sono necessariamente le tue preferite, ma devi avere impresse nella mente pure quelle, se le vuoi inserire in un set mixato. Gli strumenti di oggi permettono di facilitare il recupero delle tracce durante il set, ma devi aver ben assimilato in mente tutto il tuo archivio, per essere in grado di tirare fuori il pezzo giusto al momento giusto.
Ok che il djing è cambiato rispetto alle origini, ma non dovrebbe essere che, ora come allora, si decide di fare il DJ in primis per il proprio grande amore per la musica ? Mi sembra che questa caratteristica, che una volta era scontata per uno che voleva fare il disc-jockey, a volte non venga più considerata il requisito principale.
Sarò all’antica, ma se passa il concetto che per essere un disc-jockey non occorre saper mixare e non è strettamente necessario conoscere tutta la musica che si intende proporre, si stanno distruggendo le fondamenta, del mestiere del DJ.