Ad essere troppo buoni, ci si rimette spesso. Quante volte l’avrete sentito.
Credo di far parte della categoria, e confermo che è l’amara verità.
I buoni hanno l’ingenuità di pensare che anche tutti gli altri siano sempre in buona fede, l’empatia di mettersi nei panni altrui che li porta a tollerare e giustificare spesso e volentieri i loro comportamenti, anche quando magari non sarebbe il caso.
Dei buoni si approfittano in molti, perché “gli altri” sanno di poterlo fare senza conseguenze, e spesso non c’è nemmeno malizia in tutto questo (e qui probabilmente sono troppo ingenuo, ma tant’è), ma solo un retropensiero che recita “tanto lui/lei mica se la prende”.
A me di restare “fregato” per la mia natura bonacciona non me n’è mai fregato una cippa, a volte ho pensato di cambiare atteggiamento, almeno ogni tanto, ma poi in fondo preferisco avere sempre a che fare con la mia coscienza mettendomi dalla parte della ragione.
Preferisco di gran lunga fare la figura dell’ingenuo, piuttosto che diventare quello che dell’ingenuo se ne approfitta.
