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Takagi e Ketra: Abbiamo svecchiato il pop

Non progettare nulla a tavolino, divertirsi e rischiare quel tanto che basta. Se ci fosse una ricetta per realizzare una canzone di successo probabilmente sarebbe questa: parola di Takagi e Ketra, produttori multiplatino che hanno creato hit come Roma-Bangkok di Baby K e Vorrei ma non posto di Fedez e J-Ax. Alessandro Merli, già nei Gemelli DiVersi e Fabio Clemente, beatmaker dei Boom Da Bash, si sono conosciuti cinque anni fa e da allora scandiscono il ritmo dell’estate (e non solo).

«Ci siamo incontrati nel backstage di un evento radiofonico – raccontano -. Eravamo nello stesso hotel e ci siamo ritrovati a mangiare allo stesso tavolo. Abbiamo così scoperto di avere gli stessi gusti musicali. Ci siamo dati appuntamento in studio a Milano». Il primo pezzo che i due realizzano insieme è Nu juorno buono di Rocco Hunt, che vince Sanremo Giovani e che per il duo è un ottimo trampolino di lancio. All’inizio lavorano soprattutto per la scena rap, poi piano piano allargano gli orizzonti collaborando con artisti molto diversi tra loro: da Calcutta a Fabri Fibra, da Laura Pausini a Marracash, da Mika a Briga (gli hanno prodotto il nuovo singolo Nel male e nel bere).

«Siamo passati come le api da un fiore all’altro. Non ci siamo fermati molto a pensare a cosa sarebbe successo dopo. Certo è un po’ strano nella stessa settimana passare da Fabri Fibra alla Pausini, ma ci divertiamo molto e cerchiamo di tirare fuori melodie che principalmente piacciano a noi». Ma attenzione a usare la parola tormentoni: «È bello che ogni stagione abbia la sua musica. Ci sono i pezzi che vanno tutto l’anno e poi ci sono quelli estivi. Non ci piace il termine tormentone, ma il fatto che alcune nostre canzoni lo siano diventate sì. Significa che abbiamo segnato questi anni di cultura pop».

Takagi e Ketra hanno il merito di avere svecchiato il pop nostrano: «Per molto tempo la musica italiana si è presa troppo sul serio ed è rimasta immobile a fare l’imitazione di se stessa. Dopo Roma-Bangkok, però, la canzone estiva è cambiata. Un brano italiano non destava interesse all’estero da anni: aver varcato i confini ci fa pensare di essere in linea con i tempi». Quest’anno, i due producer partecipano alla gara per la colonna sonora da spiaggia con il loro primo singolo, L’esercito del selfie (con le voci di Lorenzo Fragola e Arisa), che hanno presentato al Wind Summer Festival, su Canale 5, da venerdì a ieri sera.

Una canzone che a cominciare dal titolo guarda indietro, a quell’esercito del surf cantato da Catherine Spaak: sonorità Anni 60, ma con un testo che ironizza su chi si abbronza con l’iPhone. «Volevamo riproporre un suono che sentiamo molto vicino. E la nostra interpretazione non poteva che avere una notevole ballabilità». Un mix di passato e presente che si riflette anche nel video, in cui compaiono Pippo Baudo e Francesco Mandelli. «Quando Arisa è entrata in studio cantando il ritornello – spiegano Takagi e Ketra – abbiamo capito che il brano aveva qualcosa in più». Non sempre, però, va in questo modo. «Di canzoni ben riuscite non ne vengono fuori tutti i giorni. Il successo dipende da quell’ingrediente segreto che è diverso ogni volta. Ma portare gli artisti fuori dal proprio territorio aiuta».

Insomma, avere un pizzico di incoscienza non guasta: «Abbiamo creato pezzi estivi quando fuori c’era la neve, senza pensare al fatto che dovevamo fare il brano per l’estate. Forse il segreto è davvero questo».

Data
Mer 28 Giu 2017